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ISTITUTO SUPERIORE DI STATO "Antonio Maxia" di Aritzo

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IL TERRITORIO

 

A R I T Z O

Aritzo è situato ad un'altitudine di 796 metri sul livello del mare, conta circa 1600 abitanti ed ha un territorio che si estende per 75,60 kmq, interessante soprattutto sotto l'aspetto paesaggistico.
Situato alle pendici del Mont' 'e Cresia, un tempo coperto da boschi di querce secolari straordinariamente fitti, Aritzo presenta ancora oggi valenze naturalistiche uniche, paesaggi molto vari ed angoli di grande valore ambientale. Il suo territorio rappresenta una delle parti più incontaminate del Gennargentu.  Di rilevante interesse naturalistico è il corso del "Rio Su Fruscu", un affluente del Flumendosa che scende da Punta Lamarmora e attraversa il confine orientale del territorio Aritzese. Oltre al corso del Flumendosa , va ricordato anche Su Texile, uno dei "tacchi" più spettacolari dell'intera Barbagia, che si erge nel versante occidentale del territorio, proprio di fronte all'abitato.  Il tacco di Texile, m 975, è caratterizzato da bordi che , essendo più erosi alla base che alla sommità, gli danno l'aspetto di un enorme fungo. E' un monumento naturale, che  è stato individuato e tutelato come tale dalla L.R. 31 del 1989.
Aritzo è rinomato per la produzione della carapigna: un particolare tipo di granita che si ottiene facendo raffreddare gli ingredienti: acqua, zucchero e limone  in un mastello pieno di ghiaccio derivato dalla neve conservata dai "niargios" nelle cosiddette "domos de su nie" situate nel monte Funtana Cugnada. Iniziato nel  XVII  secolo, il commercio della neve fu per secoli monopolio di poche famiglie e solo con gli ultimi decenni dell' 800 divenne libero. Scomparve del tutto una volta che il ghiaccio è stato prodotto artificialmente. Non esiste più, ormai, un altra attività che aveva reso famoso il paese, cioè la produzione  di coltelli a serramanico ed anche quella della tessitura. L'intaglio del legno, nel quale i falegnami  Aritzesi eccellevano per la sapiente manualità, viene ancora oggi praticato da alcuni artigiani. Il manufatto attualmente più caratteristico è la cassapanca, in passato diffusissimi erano  i balconi in legno, spesso artisticamente decorati e oggi praticamente scomparsi.
Un appuntamento importante per Aritzo è, ormai da diversi decenni, la "Sagra delle Castagne", l'ultima domenica di ottobre, con mostra di artigianato, manifestazioni tradizionali e la possibilità di gustare il tipico frutto dell'autunno. Per quanto riguarda le presenze storico-artistiche, si possono ricordare le carceri spagnole del 1600 parzialmente ristrutturate, la Chiesa Parrocchiale S. Michele Arcangelo nel centro abitato. Il territorio è ricco di reperti come "domus de Janas", tombe di giganti, nuraghi che sono raggiungibili accompagnati da una guida.
Per quanto concerne la gastronomia si segnalano le consistenti produzioni locali di castagne, noci e nocciole, tra i piatti tipici locali, si rilevano i ravioli di ricotta, di patate o di formaggio fresco. Rinomato il torrone e i dolci a base di nocciole e noci.